Come pulire gli impianti dentali: a casa con spazzolino elettrico, scovolino con filo rivestito della misura giusta e filo interdentale sotto le protesi; in studio con la terapia di supporto ogni 3-4 mesi, con strumenti dedicati agli impianti. Un impianto non fa carie, ma si ammala come un dente: il biofilm al colletto provoca la peri-implantite. Il primo segnale è il sanguinamento, e arriva prima del dolore. Risponde il Dott. Nicolò Galeazzi, dentista parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia, a Osimo (Ancona).
Molti pazienti pensano che un impianto, essendo di titanio, non abbia bisogno di cure. Non fa carie, è vero. Ma intorno all'impianto c'è gengiva e c'è osso, e sono gli stessi tessuti che si ammalano intorno ai denti. Anzi, si ammalano più in fretta.
Qui trovi cosa fare a casa, ogni giorno, strumento per strumento; cosa facciamo in studio; e il segnale che ti dice, in tempo, che qualcosa non va.
Perché un impianto va pulito più di un dente
Il dente naturale ha un legamento che lo collega all'osso e che funziona anche da barriera. L'impianto no: è ancorato direttamente all'osso, e la gengiva gli si appoggia intorno senza le fibre che sigillano il colletto di un dente. Quando il biofilm batterico si accumula al colletto dell'impianto, l'infiammazione trova meno resistenza e avanza più in fretta.
Le tappe sono due. La mucosite peri-implantare: la gengiva intorno all'impianto si arrossa e sanguina, l'osso è ancora intatto. È reversibile, con la pulizia giusta. La peri-implantite: l'infiammazione è arrivata all'osso, che comincia a consumarsi intorno alla vite. Da qui non si torna indietro da soli: serve un trattamento, e non sempre risolutivo.
La differenza fra le due la fa quasi sempre una cosa sola: quanto bene viene rimosso il biofilm, ogni giorno, in quel punto. La pulizia dell'impianto non è igiene generica. È la terapia che tiene l'impianto.
Lo spazzolino: elettrico, e dove insistere
Lo strumento di base è lo spazzolino elettrico rotante-oscillante: rimuove più placca del manuale a parità di tempo, ed è quello che raccomando a tutti i miei pazienti, con o senza impianti (qui la guida completa). Sull'impianto la tecnica è la stessa dei denti: testina appoggiata sul margine gengivale, inclinata verso il solco, ferma qualche secondo su ogni faccia, senza premere.
Il punto dove insistere è il colletto, cioè la linea dove la corona incontra la gengiva: è lì che il biofilm si ferma. Sulle protesi fisse su più impianti il colletto sta sotto la struttura, ed è la zona più difficile da raggiungere con lo spazzolino: per quella servono scovolino e filo.
Lo scovolino: la misura giusta e il filo rivestito
Lo scovolino interdentale è lo strumento più importante intorno a un impianto, più dello spazzolino. Due regole specifiche:
- Filo rivestito in plastica, sempre. Il filo metallico nudo può graffiare la superficie in titanio, creando rugosità dove il biofilm aderisce meglio. I marchi principali hanno tutti versioni con il filo rivestito.
- La misura giusta, spesso più grande. Gli spazi intorno agli impianti sono in genere più ampi di quelli fra i denti naturali. Lo scovolino deve entrare con una leggera resistenza, senza forzare: se scivola libero è troppo piccolo, se non entra è troppo grande. La misura la verifichiamo insieme in studio, dente per dente e impianto per impianto.
Tecnica: si passa una volta al giorno, la sera, con movimento avanti e indietro, senza ruotare. Sulle protesi su più impianti lo scovolino va fatto passare sotto la struttura, fino a raggiungere il colletto di ogni impianto. La guida completa alle misure e ai colori è in scovolini interdentali: come sceglierli e usarli.
Non sai se stai pulendo bene i tuoi impianti?
La misura degli scovolini e la tecnica si verificano in studio, impianto per impianto. Prenota la Visita delle Gengive dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN).
Prenota la Visita delle Gengive su WhatsApp — 392 592 8061Filo interdentale e superfloss sotto le protesi
Dove lo scovolino non passa, passa il filo. Intorno a un impianto singolo il filo interdentale classico va bene, con delicatezza: si avvolge intorno alla corona a «C» e si fa scorrere lungo il colletto, senza scattare verso la gengiva.
Sotto le protesi fisse su più impianti serve il superfloss: un filo con un'estremità rigida per infilarsi sotto la struttura e una parte spugnosa che pulisce la superficie inferiore della protesi e i colletti degli impianti. Si passa da ogni spazio, una volta al giorno. È l'operazione che quasi nessuno fa, ed è quella che decide se sotto la protesi si forma la peri-implantite.
Collutorio, dentifricio, idropulsore: cosa serve davvero
Collutorio. Non sostituisce niente: un collutorio non toglie il biofilm attaccato al colletto, lo tocca appena. La clorexidina serve nelle prime settimane dopo la chirurgia o in cicli brevi su indicazione, non tutti i giorni per anni: macchia i denti e altera il gusto. Per l'uso quotidiano, se ti fa piacere usarlo, scegli un collutorio senza alcol e senza clorexidina, e usalo dopo aver pulito, non al posto di pulire (qui la guida ai collutori).
Dentifricio. Uno non abrasivo, per non graffiare le superfici della corona e del moncone. Non serve un prodotto «per impianti»: serve non usare quelli sbiancanti aggressivi.
Idropulsore. Utile come complemento sotto le protesi su più impianti, dove rimuove i residui di cibo. Non sostituisce scovolino e superfloss: il getto d'acqua non stacca il biofilm maturo.
Cosa evitare. Stuzzicadenti metallici e strumenti fai-da-te in metallo: graffiano il titanio. E l'abitudine di «pulire solo dove sanguina»: dove sanguina va pulito di più, non di meno, ma in tutti i punti.
In studio: la terapia di supporto
La pulizia di casa tiene l'impianto giorno per giorno. La terapia di supporto parodontale e peri-implantare in studio fa quello che a casa non si può fare: raggiunge il biofilm sotto la gengiva, misura e controlla.
Le sedute sono di norma affidate alle igieniste del team, formate personalmente da me sul protocollo svizzero di rimozione non invasiva del biofilm, con strumenti dedicati agli impianti: punte e curette che non graffiano il titanio, e polveri delicate a base di glicina o eritritolo per il colletto e per lo spazio sotto le protesi. A ogni seduta si controllano il sanguinamento e la profondità intorno a ogni impianto; una volta l'anno si fa la radiografia di controllo e si verifica il serraggio delle viti delle protesi.
Ogni quanto. Ogni 3-4 mesi nei primi anni, poi l'intervallo si personalizza sul rischio: più frequente per chi ha avuto la parodontite, per chi fuma, per chi ha una protesi su più impianti. È quello che fa «manutenzione» all'impianto, e senza questa fase il rischio di peri-implantite risale, anche in chi pulisce bene a casa.
L'igiene domiciliare corretta, misure e tecnica, te la insegno io e te la insegnano le igieniste formate da me, e la rivediamo a ogni seduta: la placca si conta con un numero, e quel numero lo guardiamo insieme.
Il primo segnale che qualcosa non va
È il sanguinamento intorno all'impianto: sullo scovolino, sul filo, o spontaneo. Arriva molto prima del dolore, perché intorno all'impianto il dolore arriva quando il danno all'osso è già avanzato. Gli altri segnali: gengiva gonfia o arrossata intorno alla corona, gengiva che si ritira e scopre il metallo, sapore cattivo o pus in quel punto, e, tardi, l'impianto o la protesi che si muove.
Se noti il sanguinamento, non aspettare che passi: è il momento in cui si può ancora tornare indietro. Cosa succede dopo, e come si tratta, è nella guida Problemi degli impianti e peri-implantite.
Se hai avuto la parodontite
Chi ha perso i denti per la parodontite ha, sugli impianti, un rischio di peri-implantite più alto di chi non l'ha mai avuta: i batteri sono gli stessi e non se ne sono andati con i denti. Per questo nel mio studio l'ordine è prima le gengive, poi gli impianti, e la terapia di supporto dopo non è un'opzione: è la parte del percorso che fa durare l'impianto.
Se hai perso dei denti per la parodontite e devi ancora rimetterli, il percorso completo con tempi e costi è nella pagina Denti fissi dopo la parodontite →. Se gli impianti ce li hai già, la terapia di supporto è quello che li tiene: parliamone.
Hai perso dei denti e vuoi capire cosa si può fare nel tuo caso?
Si decide sui numeri della Visita e della Mappa delle Gengive, non al telefono. Dott. Galeazzi, Osimo (AN).
Prenota la Visita delle Gengive su WhatsApp — 392 592 8061Domande frequenti
Approfondisci
→ Scovolini interdentali: misure, colori e tecnica → Spazzolino elettrico: perché è superiore e come usarlo → Problemi degli impianti e peri-implantite → Denti fissi dopo la parodontite: un dente, più denti o tutti → Impianti con parodontite: quando si può, e in che ordineFonti scientifiche
- Berglundh T, et al. Peri-implant diseases and conditions: consensus report of workgroup 4 of the 2017 World Workshop. J Clin Periodontol 2018;45(S20):S286-S291. doi.org/10.1111/jcpe.12957
- Herrera D, et al. Prevention and treatment of peri-implant diseases: the EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol 2023;50(S26):4-76. doi.org/10.1111/jcpe.13823
- Yaacob M, et al. Powered versus manual toothbrushing for oral health. Cochrane Database Syst Rev 2014;(6):CD002281. doi.org/10.1002/14651858.CD002281.pub3
In sintesi
- Un impianto si ammala come un dente, e più in fretta: mucosite prima, peri-implantite poi
- A casa: spazzolino elettrico sul colletto, scovolino con filo rivestito della misura giusta, superfloss sotto le protesi
- Il collutorio non sostituisce niente; niente strumenti metallici sul titanio
- In studio ogni 3-4 mesi la terapia di supporto con strumenti dedicati; il sanguinamento è il primo segnale, prima del dolore